Bingo! La cartella (ufficiosa) delle hostess CARICAMI

CARICAMI è un servizio di noleggio powerbank, pensato per essere il più intuitivo possibile. Nella versione “classica” si scansiona il QR code della stazione e ci si registra, decidendo o meno – non è infatti indispensabile – se scaricare l’App; agli eventi, dove la rapidità è un requisito ancora più stringente, basta avvicinare la carta al lettore e la batteria si sblocca all’istante, senza passaggi intermedi. Un gesto che richiede, in teoria, solo pochi secondi.

Proprio perché il servizio è pensato per essere immediato, è interessante osservare cosa succede quando a usarlo è qualcuno meno abituato alla tecnologia o semplicemente poco pratico di carte contactless, app e sistemi automatici. È lì che emergono le domande più impreviste, le soluzioni più creative e, a volte, la diffidenza più sincera verso qualcosa che — per chi lo usa ogni giorno — sembra scontato.

Dopo il Leadership Forum 2026, e l’esperienza accumulata durante gli ultimi eventi, abbiamo deciso di raccontare gli episodi più ricorrenti in un formato che sembrava adatto e, simpaticamente, ironico: una cartella del bingo.

La cartella

“Voi siete quelli dei powerbank?”La mazzetta di contantiIl filosofo del lavoro
La monetina da un euro⭐ FREE – L’ufficio informazioniGli ansiosi da cauzione
Gli amiconi fedelissimiGli indecisi che sparisconoI ladri di sedie

Come si gioca

Semplice: ogni volta che una situazione si (ri)presenta nella realtà, si segna la casella corrispondente. Vince la prima che completa una riga, una colonna o una diagonale, proprio come da regolamento. La casella centrale, “l’ufficio informazioni”, è FREE perché a ogni evento qualcuno, con una ciclicità quasi da teorema matematico, ci domanda dove siano i bagni o l’ingresso della sala… non prevede eccezioni ed è quindi sempre valida.

Le caselle spiegate rapidamente

“Voi siete quelli dei powerbank?” -> La domanda d’apertura più gettonata, pronunciata, verso la metà della mattinata, con un misto di sollievo e incredulità, come se avessero appena trovato un’oasi nel deserto. È stata surclassata solo una volta, dal “ho sentito che qui fate miracoli” di una cliente particolarmente nel panico.

La mazzetta di contanti -> Arriva, si informa su come funziona il noleggio e per pagare i 25 euro di cauzione tira fuori dalla tasca un blocco di banconote, come se stesse per chiudere un affare immobiliare. “Posso pagare in contanti?” No, non si può, ma lo spirito imprenditoriale lo premiamo comunque.

Il filosofo del lavoro -> Compare puntuale approfittando dell’attimo in cui la fila si dirada e ci concediamo due chiacchiere. Ecco che attacca un monologo sui giovani d’oggi che lavorano poco perché “tanto non li paghiamo abbastanza”, sciorinando troppi stereotipi e aneddoti da businessman vissuto. Si annuisce, con un mezzo sorriso di cortesia, senza mai smettere di tenere sotto controllo, con la coda dell’occhio, la postazione, sperando in una scusa per dileguarsi.

La monetina da un euro -> Il fratello minore della mazzetta di contanti, in tema luna park. Si avvicina millantando un certo savoir faire, appoggia sul bancone un pezzo da uno, convinto che la stazione si illumini come un flipper e sputi fuori un powerbank. Non funziona proprio così, ma resta la nostra casella preferita.

L’ufficio informazioni (FREE) -> “Scusa, dove sono i bagni?”, “Qual è l’ingresso rosso?” “A che ora finisce la pausa?”, con il contorno di “buongiorno” e “grazie” non sempre pervenuto. Non è nel nostro mansionario, ma rispondiamo sempre a trentadue denti.

Gli ansiosi da cauzione -> Ritirano il powerbank guardandoci in cagnesco. Stiamo forse tentando di derubarli? Vogliono assicurarsi, chiedendolo diverse volte per coglierci di sorpresa, quando i 25 euro di cauzione verranno restituiti e alle volte, sventolando i loro IPhone 17 Pro Max, lamentano che, a loro parere, è una cifra esagerata.

Gli amiconi fedelissimi -> Categoria esclusiva della seconda giornata. Si presentano con l’aria di chi si aspetta un trattamento da VIP: “Ciao, mi riconosci? Sono venuto anche ieri!”. Noi non abbiamo la più pallida idea di chi tu sia, essendo spesso assaltate da diverse decine di volti differenti nel giro di quindici minuti, ma un premio alla fedeltà te lo meriti.

Gli indecisi che spariscono -> Lo spiegone è perfetto, completo, dettagliato: due ore gratuite, cauzione, restituzione. La risposta, data guardandoci dritto negli occhi: “Ah no, grazie, ho il caricatore, cercavo solo una presa”. Oppure, nella variante più sottile: “Passo più tardi!”. Spoiler: non tornano mai.

I guardiani della sedia -> Nonostante le sei ore trascorse seduti su una comoda poltroncina della sala, quando si alzano per la pausa pranzo – un’ora e mezza per sgranchirsi le gambe è effettivamente un lungo, quasi infinito, lasso temporale – si sentono in diritto di afferrare la tua sedia, senza in realtà chiedere, con la scusa: “Eh ma a me serve”. Tanto era lì per bellezza, no?

I numeri, dietro la scena

Accanto al simpatico quadro di tipi umani qui ricostruito, il 29 e 30 settembre anche i numeri hanno fatto la loro parte: oltre 200 noleggi e quasi 400 ore di ricarica in due giorni, tra stazioni per smartphone e batterie dedicate ai pc. Segno che, superata la prima esitazione, la maggior parte delle persone ha usato il servizio in modo naturale, spesso senza nemmeno accorgersene.

Quello che resta

Non è una novità che la tecnologia richieda tempo per entrare davvero nella quotidianità delle persone. Anche i servizi votati alla semplicità possono incontrare una prima barriera: culturale, generazionale o semplicemente di abitudine. Quello che abbiamo notato, evento dopo evento, è che questa barriera non si riduce a un muro: spesso basta pochissimo — una spiegazione paziente e una persona pronta ad aiutare — perché anche chi parte diffidente arrivi a usare la tecnologia con naturalezza.

In fondo, dietro ogni mazzetta di contanti tirata fuori per sbaglio, dietro ogni monetina appoggiata al bancone, c’è la stessa storia: qualcuno che prova, per la prima volta, a fidarsi di qualcosa di nuovo. E ci riesce.

Alla prossima carica e… alla prossima partita! 🔋

Chiara, Federica, Ludovica