Economia circolare: il noleggio powerbank che fa la differenza

C’è una domanda che vale la pena farsi, prima di parlare di green economy e transizione ecologica: le scelte operative quotidiane – anche quelle apparentemente ovvie e banali – sono davvero coerenti con i valori che un’organizzazione sbandiera ai venti dichiarando di avere?

È di certo una questione che riguarda, in primis, le persone, ma che non esclude aziende, eventi, iniziative in generale. Insomma, riguarda chiunque voglia fare della sostenibilità qualcosa di più di uno slogan.

Al Green&Blue Festival di «La Repubblica», che torna a Milano dal 4 al 6 giugno al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, si vuole riflettere proprio sul concetto di “collaborazione”, un qualcosa che, fatto adesso, possa proiettarsi al futuro. CARICAMI partecipa a questa edizione come partner tecnico ufficiale, portando il powerbank sharing come esempio concreto di economia circolare applicata agli eventi.

Il festival: cinque anni di soluzioni concrete

Giunto alla sua quinta edizione, il Green&Blue Festival è uno degli appuntamenti più importanti in Italia su clima e sostenibilità. Nato come progetto editoriale di «La Repubblica», è diventato nel tempo un punto di riferimento per chi vuole andare oltre la preoccupazione e ragionare su come si possa, concretamente, agire.

Il tema di quest’anno è chiaro: “Noi e il clima: ripartire dalle soluzioni collettive”. Tre giorni di talk, workshop e spettacoli serali, oltre 100 relatori tra scienziati, attivisti, politici e innovatori. Ingresso gratuito, aperto a tutti.

Un contesto in cui la parola “sostenibilità” non è decorativa e costituisce il punto di partenza di ogni conversazione.

Possedere meno, usare meglio

Il principio alla base dell’economia circolare è semplice: un oggetto condiviso, usato e rimesso in circolazione vale più di uno acquistato, usato una volta e dimenticato.

Lo abbiamo ampiamente sperimentato con le biciclette in sharing, con le auto a noleggio, da cui è nata l’iniziativa del car sharing, arrivando anche agli spazi di coworking. Lo stesso criterio, però, è applicabile anche per oggetti molto più piccoli e quotidiani. Come i powerbank.

Quante persone ne hanno in casa uno, o più, semi-scarico, acquistato per un viaggio e mai più usato? Quante aziende ne regalano ai clienti come gadget promozionale, sapendo che finirà in un cassetto o, peggio, tra i rifiuti elettronici (spesso abbandonati in un anonimo cassonetto non autorizzato)?

Il noleggio ribalta questa logica: un oggetto condiviso tra centinaia di persone è un oggetto che non viene prodotto, acquistato e smaltito centinaia di volte. Meno sprechi, meno rifiuti, meno emissioni. Non è una rivoluzione, si tratta di buon senso applicato al servizio.

Perché il powerbank sharing è più sostenibile dei gadget monouso

Sulla base dei dati Istat, nel 2022 oltre la metà delle imprese italiane dei servizi ha dichiarato di aver aumentato il proprio impegno in iniziative di tutela ambientale. Un segnale positivo, ma spesso l’attenzione si concentra sulle grandi voci – energia rinnovabile, efficienza degli edifici, riduzione delle emissioni di CO2 – trascurando le scelte operative quotidiane.

Eppure, la sostenibilità si pratica anche nelle decisioni apparentemente secondarie: quali fornitori scegliere, quali servizi offrire agli ospiti, quali partner invitare a un evento. Nel caso della ricarica dei dispositivi, la differenza tra distribuire un gadget e adottare un servizio di powerbank sharing è esattamente questa: una batteria noleggiata torna indietro, viene ricaricata e riparte per il prossimo evento. Un gadget promozionale, nella stragrande maggioranza dei casi, finisce dimenticato sul fondo di uno zaino.

Affidarsi a un servizio di noleggio invece di acquistare e distribuire gadget monouso vuol dire:

  • ridurre la produzione di omaggi destinati all’inutilizzo
  • ridimensionare il problema dello smaltimento dei rifiuti elettronici
  • offrire un servizio migliore con un impatto minore

Sono scelte che, sommate, contribuiscono a costruire una cultura… oltre che una reputazione.

Dal 2019 a oggi, CARICAMI ha erogato oltre 50.000 ore di ricarica condivisa, contribuendo a risparmiare 100 tonnellate di CO2, equivalenti a circa 4.000 alberi all’anno. Numeri che nascono esattamente da questo modello: powerbank in rotazione continua su più eventi, riparati internamente e smaltiti a fine vita tramite consorzi certificati.

Un festival che chiede coerenza

Un’iniziativa che parla di economia circolare sul palco non può ignorarla nelle scelte organizzative. Non può invocare il riuso e poi distribuire gadget “usa e getta”. Non può raccontare la transizione ecologica e poi scegliere i partner tecnici per convenienza, senza guardare ai valori.

La coerenza, in un contesto come questo, non è un dettaglio. È tutto.

È per questo che al Green&Blue Festival 2026 la scelta del partner tecnico per la ricarica dei dispositivi è ricaduta su CARICAMI, servizio B2B di powerbank sharing per eventi, fiere e festival, con stazioni di ricarica plug & play gestite in modalità di noleggio: 2 postazioni operative in area festival, con 2 ore di ricarica gratuita disponibili per tutti i partecipanti. Powerbank condivisi, usati e restituiti.

Come il ciclo dell’acqua: niente si perde, tutto torna

Il ciclo dell’acqua è l’esempio più antico di economia circolare che esista: evapora, diventa nuvola, torna pioggia, scorre nei fiumi, si infiltra nel suolo e ricomincia. Niente si consuma davvero: si trasforma e torna disponibile, in modo continuo e silenzioso.

Il noleggio di un powerbank funziona con la stessa logica: viene preso, usato, restituito, e rimesso a disposizione per la persona successiva. Non si esaurisce, non si accumula, non diventa rifiuto. Circola. È un principio semplice, ma applicato su larga scala cambia completamente il rapporto tra le persone e gli oggetti che usano.

Per chi partecipa al festival, il vantaggio è immediato: ricarica disponibile senza cercare una presa, libertà di muoversi tra i palchi e i workshop, nessun pensiero alla percentuale di batteria. Per l’evento, il vantaggio è più profondo: ogni scelta operativa diventa una dimostrazione che la sostenibilità si pratica.

Quando il noleggio di powerbank diventa una scelta ESG

Secondo alcune ricerche condotte l’anno scorso per l’iniziativa “Osservatorio Clean Technology”, il 72% delle aziende italiane ha già effettuato almeno un investimento in sostenibilità, economia circolare o efficienza energetica… non si tratta più, dunque, di semplice etica lasciata alla sensibilità dell’altro, ma di una concreta leva competitiva.

Sempre più spesso, i clienti – sia consumatori che aziende – scelgono i partner in base alla coerenza tra i valori dichiarati e le scelte concrete. Un servizio di powerbank sharing B2B come CARICAMI permette agli organizzatori di eventi di rendicontare dati misurabili – ore di ricarica erogate, CO2 risparmiata – direttamente utilizzabili nei report ESG. Un evento che seleziona i propri partner tecnici in base alla loro aderenza ai temi della manifestazione non sta solo facendo una buona azione. Sta costruendo un’esperienza coerente dall’inizio alla fine e documentando l’impatto con numeri reali.

Da dove si parte

Non serve aspettare la prossima grande iniziativa ESG o il prossimo report di sostenibilità. Si può iniziare già adesso. L’economia circolare non è solo una questione industriale. È un modo di pensare. E più aziende lo adottano, anche nelle piccole cose, più diventa la norma.

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